Talking with Space!

Il 2020 non è iniziato nel migliore dei modi sotto tanti punti di vista, ma sicuramente ricorderò il gennaio 2020 come il mese in cui ho parlato con un astronauta in orbita intorno alla terra. Il 17 gennaio (e molti si aspettavano il peggio in questa giornata) ho partecipato con i miei alunni della 3D dell’IC De Amicis- Da vinci and una inflight call con la Stazione Spaziale Internazionale, dove si trovava il primo astronauta Italiano che ha rivestito il ruolo di comandante della stazione, Luca Parmitano.

400 ragazzi da 10 scuole provenienti da tutto il territorio italiano raccolti nell’auditorium dell’Agenzia Spaziale Italiana, l’emozione era palpabile. All’inizio pensavo di essere la sola, ma ma mano che si avvicinava il collegamento con L’ISS si sentiva un energia enorme nella sala ed arrivavano tante persone che lavorano all’ASI giusto per salutare il nostro astronauta.

Prima della call abbiamo imparato tante cose sulle spazio, ed è stato fantastico vedere la gioia di un mio alunno quando sul palco ha sentito porre proprio la domanda sull’ISS che lui aveva ideato. Quando si avvicinava il momento di salire sul palco anche chi aveva mostrato coraggio e nonchalance nell’essere stato prescelto a parlare con Parmitano è iniziato ad essere nervoso. Sapevamo che saremmo stati in diretta anche sulla NASA tv, (vi rendete conto la NASA TV!!!) ma quando ci siamo collegati con la sala di controllo di Houston non so quanto avrei pagato per poter dire il mitico HOUSTON WE HAVE A PROBLEM (e quindi venire bloccata per procurato allarme) ma sono riuscita a trattenermi (meno male). Ed ecco Luca Parmitano a testa in giù che ci mostrava come si vive in assenza di gravità! Il nostro coraggioso rappresentante nonostante il nervosismo è riuscito a salire sul palco e porre la sua domanda, tanta stima invece per una ragazza che già sul palco si è sentita dire che purtroppo il tempo era scaduto ed aveva perso la sua occasione di parlare con lo spazio.

Io ero li, in prima fila sotto al palco (ho rubato il posto ad una ragazza all’ultimo momento) che non riuscivo a credere di stare parlando con lo spazio attraverso Skype. La tecnologia riesce a fare delle cose meravigliose! ed è proprio grazie alla ricerca spaziale che tanti oggetti sono entrati nella vita di tutti i giorni (proprio come il pile che mi tiene calda in questo momento). Con i ragazzi abbiamo provato a creare una storia di instagram per raccontare la nostra esperienza, ma l’emozione del momento è stata cosi grande che ci siamo fatti travolgere e ci siamo dimenticati di postare.

Questa grande avventura è stata possibile grazie all’Agenzia Spaziale Italiana ed all’Agenzia Spaziale Europea che ha creato in ogni stato membro un ufficio che si occupa di educazione ESERO, in Italia è gestito dall’Associazione Insegnanti di Scienze Naturali insieme all’ASI. Ed è proprio ESERO italia, del quale sono tutor, che ci ha permesso di partecipare alla inflight call ed ha in parte finanziato le spese di viaggio.

Il 17 gennaio per me resterà una giornata fortunatissima, non ho potuto chiedere direttamente a Parmitano se le Fragole maturano anche nello spazio ma spero tanto di vedere maturare una nuova generazione di appassionati e professionisti delle STEM, chissà magari ispirati da un astronauta in un venerdì di Gennaio.