SUstaiNability

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E’ passato troppo tempo senza parlavi della mia “creatura” ovvero il sito di divulgazione scientifica che ho creato per il Dipartimento STABiF dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”.

882032_418001094956421_765011001_oSUstainNability è nato per la tesi della mia seconda laurea. Sul finire del 2012 la mia città, Caserta, è balzata alle cronache nazionali non per la nostra meravigliosa Reggia bensì come “terra dei fuochi”. I nostri problemi in campo ambientale sono stati riportati sui media nazionali creando molto allarmismo ed una buona quota di disinformazione. Io ero al termine degli studi,  con tanta voglia di proporre informazioni corrette sullo stato dell’ambiente in provincia di Caserta ed attratta dalla divulgazione scientifica, ho proposto alla mia relatrice di imbarcarci in questa impresa.

Il termine non è stato scelto a caso in quanto non è stato semplice scrivere articoli a 4 mani con ricercatori tentando di semplificare il linguaggio per rendere delle ricerche scientifiche comprensibili per un pubblico di non addetti ai lavori.

I post del sito sono stati condivisi sui canali social (Facebook e Twitter) ed ho analizzato i dati di accesso in modo da valutare la validità di questa attività divulgativa.

Non è stato un lavoro semplice, sopratutto far capire ai ricercatori coinvolti che l’utilizzo di un linguaggio informale o delle strutture tipiche della comunicazione scientifica non voleva dire sminuire l’importanza di un lavoro, ma solo renderlo accessibile anche a non accademici. Ma per fortuna Il duro lavoro è stato ricompensato da diversi riconoscimenti nei convegni in cui il progetto sustainability è stato presentato.

La ricerca è stata pubblicata su Natural Hazards and Earth System Sciences enjoy it

CERN il luogo dove tutti dovrebbero fare ricerca almeno una volta nella vita

Eccomi di ritorno da una delle esperienze più belle del mio tour “in giro per scienze” ovvero il programma internazionale per docenti del CERN a Ginevra.  Sono davvero lusingata di essere stata selezionata per questo programma per cui si sono candidate moltissime da tutto il mondo. Il programma è prevalentemente per fisici, ed io nel mio video di presentazione sono stata chiara su quelle che erano le mie competenze di fisica delle particelle

Ho vissuto per tre settimane nel CERN a Marie Curie road insieme ad altre 40 docenti provenienti da 30 diversi paesi, insieme abbiamo condiviso un programma molto fitto di lezioni e visite. Ripensando alla mia esperienza non so se ho imparato di più dalle lezioni o dalla possibilità di vivere al CERN e condividere esperienze ed idee con persone da tutto il mondo. Non credo di essere in grado di rendere in parole la mia esperienza, ho provato a mio modo (e come promesso) a condividere attraverso twitter, ma credo che respirare “l’aria” del CERN sia un esperienza che ogni ricercatore dovrebbe fare una volta nella vita. Date un occhiata al momento che ho creato su twitter, vedrete tante facce felici, tanti docenti motivati ed anche spunti e link a tantissime risorse didattiche molto utili

 

Devo ringraziare anche Scientix, infatti se leggete bene il programma tra i relatori ci sono anche io, come ambasciatrice di questo progetto ho presentato le sue potenzialità e perché farsi coinvolgere in questo gruppo.

 

Accelerare le particelle più piccole che esistono richiede delle speciali tecnologie, e la maggior parte delle persone che lavorano al CERN si sviluppano progetti di cui probabilmente non vedranno mai il prodotto finale, ma questo non li rende meno entusiasti del loro lavoro… anzi. Vivere l’atmosfera del CERN è un opportunità speciale, sia dal punto di vista scientifico ma anche umano, in questo centro di ricerca che si divide tra il territorio Francese e Svizzero i confini non esistono, e persone con le provenienze geografiche più disparate collaborano per amore della scienza.

 

Tutti i docenti dovrebbero avere la possibilità di vivere questa esperienza e di condividerla con il propri colleghi ed alunni. Cosa aspettate? a novembre si aprono le candidature per il HST2018