COV10

Qualche settimana fa a Napoli si è tenuta la decima edizione del convegno Cities on Volcano. Napoli è la seconda volta che ospita questa conferenza (sarà un caso?) e per me è stata una grande occasione, sono tornata al mio primo amore: La vulcanologia

Devo dire che il primo amore non si scorda mai, infatti sono arrivata alla fiera d’oltremare con il cuore in gola, chissà se era maggiore la nostalgia o l’ansia da talk in convegno. Ed eccomi li, in fondo alla sala, ed in fondo al programma, per presentare all’accademia il ruolo riservato alla Vulcanologia nei programmi scolastici Italiani. La mia analisi sui risultati degli studenti campani alle Olimpiadi delle scienze della terra mostra che non c’è una grande differenza in preparazione con il resto d’Italia. Questo dato non è molto confortante dato che parliamo di “eccellenze scolastiche” che provengono da un area a rischio vulcanico. Probabilmente è necessario dare maggiore rilievo alla vulcanologia in un area con un elevata densità di vulcani.  In base a quanto emerso dalla ricerca presentata al GeoSciEd, io credo che una soluzione potrebbe essere investire nella formazione permanente dei docenti, cogliere il loro entusiasmo e far si che questo arrivi ai loro studenti.

Vedremo!intanto se volete dare un occhiata alla mia presentazione eccola a voi.

SAMEworld Napoli

La collaborazione tra la FORCOM e L’ANISN ha permesso di portare a Napoli, nella meravigliosa sede della società dei Naturalisti il corso di formazione per docenti “Didattica interdisciplinare e nuove tecnologie per un futuro sostenibile”, organizzato nell’ambito del progetto SAMEworld.

Il corso mi ha visto partecipe nel primo incontro dove ho presentato alcune idee per introdurre i cambiamenti climatici a scuola ed alcune attività laboratoriali per attirare l’attenzione dei ragazzi su questo problema. In particolare è importante che le nuove generazioni sviluppino un pensiero critico che non gli permetta di cadere nell fake news,  ed in questo caso di seguire le idee di personaggi influenti che non credono al cambiamento climatico (ogni fatto o riferimento a Trump è puramente casuale).

Se volete vedere la presentazione e trarre qualche spunto la trovate nel mio spazio su pearltrees. Purtroppo non ho avuto modo di partecipare al secondo incontro, ma se siete interessati i materiali sono disponibili nella piattaforma del corso, e spero presto anche sul portale di Scientix.

 

La percezione del rischio frane a Frosinone

 

Nel marzo 2013 nel comune di Frosinone è avvenuta una frana che ha coinvolto il viadotto Biondi, una strada di collegamento tra la parte alta e la parte bassa della città. La frana non ha causato perdita di vite umane, ma ha condizionato la vita delle persone che vivono nell’area, in quanto si tratta di una strada di collegamento importante, che a oggi non è stata del tutto ripristinata.

Insieme ad un mio studente dell’Unimarconi abbiamo deciso di investigare sulla percezione del rischio frane da parte della popolazione di Frosinone. Per raccogliere abbiamo utilizzato un questionario ed elaborato i dati per comprendere come la popolazione dell’area percepisce il rischio frana.

I risultati del lavoro sono stati pubblicati il 24 dicembre sulla rivista Landslide . Le persone che hanno partecipato alla campagna hanno vissuto l’esperienza di una frana nel luogo dove vivono, ma nella maggior pate dei casi, non conoscono la definizione scientifica del fenomeno. Questo dato potrebbe spiegare la bassa percezione del rischio da parte della popolazione che non crede di poter essere colpita dal rischio frana nei prossimi anni.

La percezione dei rischi naturali da parte della popolazione è molto importante per la riduzione del rischio stesso, per questo è necessario informare i cittadini riguardo la pericolosità dei fenomeni naturali presenti nel luogo dove risiedono. L’analisi della percezione del rischio è basilare per creare campagne informative, appositamente create in singole situazioni, per rispondere alle domande ed esigenze della popolazione interessata .

88 Congresso della Società Geologica Italiana

napoli2016sgiLa settimana scorsa ho partecipato all’88 Congresso della Società Geologica Italiana, ed è stato un pò come tornare a casa. Quest’anno il congresso è stato organizzato dal Dipartimento delle Scienze della Terra dell’Ambiente e delle Risorse dell’Università Federico II di Napoli, il luogo dove ho studiato e conseguito il Dottorato, tornare è stato bello, ma anche strano.

largo_san_marcellino

 

Non voglio essere nostalgica (anche se come si fa a dimenticare un posto cosi) ma dirvi di cosa ho parlato.

 

 

Sono stata molto contenta di presentare per L’ANISN i risultati della prima edizione delle Olimpiadi delle Scienze della Terra.

 I risultati degli studenti, sopratutto a livello internazionale, sono buoni, ma sopratutto a livello teorico, mentre per la pratica e le competenze c’è ancora molto da fare, ed io ho intenzione di lavorarci nei prossimi anni anche insieme all’ANISN. Se volete dare un occhiata al poster potete scaricarlo qui. Il poster è stato anche pubblicato sul bollettino n°52 dell’ANISN sezione Campania

 

Oltre al mio lavoro è stato divertente anche trovarmi sui poster degli altri.

 

Oltre ad un lavoro sulle Scienze della Terra a scuola ho presentato un contributo sulla percezione dei Rischi Naturali in Italia.

 

 Ed anche su questo argomento c’è molto da lavorare. Io credo che i due argomenti di cui mi sono occupata non sono molto distanti tra di loro, in quanto una maggiore percezione dei rischi naturali parte sicuramente da una maggiore attenzione alle Scienze della Terra nei curriculi scolastici. Conoscere un fenomeno è la prima azione per poter intraprendere comportamenti adeguati che riducono il rischio per se stessi e per gli altri.