La percezione del rischio frane a Frosinone

 

Nel marzo 2013 nel comune di Frosinone è avvenuta una frana che ha coinvolto il viadotto Biondi, una strada di collegamento tra la parte alta e la parte bassa della città. La frana non ha causato perdita di vite umane, ma ha condizionato la vita delle persone che vivono nell’area, in quanto si tratta di una strada di collegamento importante, che a oggi non è stata del tutto ripristinata.

Insieme ad un mio studente dell’Unimarconi abbiamo deciso di investigare sulla percezione del rischio frane da parte della popolazione di Frosinone. Per raccogliere abbiamo utilizzato un questionario ed elaborato i dati per comprendere come la popolazione dell’area percepisce il rischio frana.

I risultati del lavoro sono stati pubblicati il 24 dicembre sulla rivista Landslide . Le persone che hanno partecipato alla campagna hanno vissuto l’esperienza di una frana nel luogo dove vivono, ma nella maggior pate dei casi, non conoscono la definizione scientifica del fenomeno. Questo dato potrebbe spiegare la bassa percezione del rischio da parte della popolazione che non crede di poter essere colpita dal rischio frana nei prossimi anni.

La percezione dei rischi naturali da parte della popolazione è molto importante per la riduzione del rischio stesso, per questo è necessario informare i cittadini riguardo la pericolosità dei fenomeni naturali presenti nel luogo dove risiedono. L’analisi della percezione del rischio è basilare per creare campagne informative, appositamente create in singole situazioni, per rispondere alle domande ed esigenze della popolazione interessata .

88 Congresso della Società Geologica Italiana

napoli2016sgiLa settimana scorsa ho partecipato all’88 Congresso della Società Geologica Italiana, ed è stato un pò come tornare a casa. Quest’anno il congresso è stato organizzato dal Dipartimento delle Scienze della Terra dell’Ambiente e delle Risorse dell’Università Federico II di Napoli, il luogo dove ho studiato e conseguito il Dottorato, tornare è stato bello, ma anche strano.

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Non voglio essere nostalgica (anche se come si fa a dimenticare un posto cosi) ma dirvi di cosa ho parlato.

 

 

Sono stata molto contenta di presentare per L’ANISN i risultati della prima edizione delle Olimpiadi delle Scienze della Terra.

 I risultati degli studenti, sopratutto a livello internazionale, sono buoni, ma sopratutto a livello teorico, mentre per la pratica e le competenze c’è ancora molto da fare, ed io ho intenzione di lavorarci nei prossimi anni anche insieme all’ANISN. Se volete dare un occhiata al poster potete scaricarlo qui. Il poster è stato anche pubblicato sul bollettino n°52 dell’ANISN sezione Campania

 

Oltre al mio lavoro è stato divertente anche trovarmi sui poster degli altri.

 

Oltre ad un lavoro sulle Scienze della Terra a scuola ho presentato un contributo sulla percezione dei Rischi Naturali in Italia.

 

 Ed anche su questo argomento c’è molto da lavorare. Io credo che i due argomenti di cui mi sono occupata non sono molto distanti tra di loro, in quanto una maggiore percezione dei rischi naturali parte sicuramente da una maggiore attenzione alle Scienze della Terra nei curriculi scolastici. Conoscere un fenomeno è la prima azione per poter intraprendere comportamenti adeguati che riducono il rischio per se stessi e per gli altri.

EGU 2016 non potevo mancare

graphic_egu2016_theme_logoAnche quest’anno ho presentato un contributo all’EGU 2016. Io non ho partecipato alla conferenza ma sono stata degnamente rappresentata da Nicola Mari. che ha presentato il nostro lavoro sulla Percezione del Rischio Tsunami lungo la costa Calabra, del quale vi ho già parlato in un precedente post.

Abbiamo deciso di presentare questo lavoro ad una  conferenza internazionale in quanto la ricerca sta andando avanti. Al momento stiamo raccogliendo dati sulla percezione del rischio Tsunami lungo la costa Siciliana. Potete aiutarci a portare avanti questo studio anche voi (sopratutto i Siciliani) rispondendo ad un breve questionario, che è parte di un lavoro di Tesi che sto seguendo.

ESRI Italia 2016

Iscriviti_Conf_2016Durante la Conferenza ESRI Italia 2016 abbiamo presentato un nostro lavoro nella sessione Ambiente: tutela e gestione delle risorse. La sessione era dedicata alle Best Practice degli utenti sul tema della tutela e gestione dell’ambiente e delle sue risorse. Alcuni degli argomenti affrontati sono stati: gestione integrata delle coste, monitoraggio ambientale, bioenergia, tutela della biodiversità e delle foreste.

Il nostro lavoro (mio e di

Francesca de Luca Tuttupunti Schinosa. (Comune di Roma) Salvatore Chessari (Regione Siciliana) e Nicola Mari) ha utilizzato una metodologia G.I.S. per la caratterizzazione geomorfologica del Bacino Idrografico del Fiume Irminio, (Ragusa). Il bacino idrografico del fiume Irminio è un tipico bacino dell’Avampaese Ibleo, è molto importante in quanto è considerato l’elemento fisiografico più importate del futuro “Parco Nazionale degli Iblei“. Il bacino ha subito delle modifiche a seguito della costruzione della diga di Santa Rosalia, che fornisce l’approvvigionamento idrico per le attività agricole e zootecniche del territorio Ibleo.

A partire da un D.E.M. ad alta risoluzione sono state elaborate una serie di cartografie tematiche dalle quali sono state estrapolate tutte le caratteristiche areali, lineari e del rilievo del bacino idrografico studiato. Il lavoro ha definito la definizione delle proprietà areali e lineari e del rilievo ed  identificare l’evoluzione del bacino dopo la costrizione della diga, definendone lo stato di maturazione geomorfologica.