Geosita al mare

Anche al mare il mio “occhio” da Geologa non va in vacanza, sopratutto se ho la fortuna di essere a Santorini.

Mentre ero in spiaggia ho pensato ad un semplicissimo esperimento su come riconoscere una pomice, preso il cellulare al volo e i “materiali” (ampiamente disponibili in loco) ed ecco a voi il video

GIS Day 2015

12107086_888012671274457_44526968861646425_nIl 18/11/15 è il Gis Day 2015, insieme a Nicola Mari ho presentato un poster nell’evento organizzato da Map Design Project presso L’università della Calabria.

Ho conosciuto Nicola anni fa in una avventura in un isola remota del mondo e forse è stato proprio quel luogo a darci l’input per il nostro lavoro. Insieme abbiamo deciso di analizzare il rischio Tsunami lungo le coste calabre, in particolare abbiamo elaborato una mappa dei tempi di arrivo previsti di un onda di Tsunami generata in corrispondenza del Vulcano sottomarino Marsili ed analizzato la percezione del rischio tsunami da parte della popolazione dell’area.

Del vulcano Marsili si parla spesso come potenziale pericolo per le coste Tirreniche. Un post sul blog dell’INGV chiarisce l’attività attuale e presente, ma anche cosa ancora non conosciamo riguardo questo vulcano.

Un lavoro del 2010  descrive i fianchi del Marsili siano instabili a causa di alcuni fattori, e di come possono franare generando un collasso dell’apparato vulcanico. Probabilmente questo scenario è molto più preoccupante di un eruzione del vulcano, in quanto a seguito di una frana di grosse dimensioni si potrebbe generare uno tsunami che, dal centro del Tirreno, si propagherebbe in ogni direzione fino a colpire le coste tirreniche della Calabria, Campania e Sicilia.

Il poster presentato riassume i risultati gis_daydell’analisi preliminare. I tempi di arrivo delle onde di tsunami sulle coste calabre risultano nell’ordine delle decine di minuti, e la popolazione dell’area sembra consapevole della tempistica di questo fenomeno. Eppure nonostante gli intervistati appaiono consapevoli del rischio in quanto non si dichiarano preoccupati.

Se l’argomento ti interessa a questo link puoi vedere il poster e leggere il lavoro.

L’eruzione del Krakatoa del 1883 in fumetti

 Oggi vi riporto un post che ho scritto per Italia Unita per la Scienza

un mio post per Italia Unita per la Scienza

Posted by GeoSita on Friday, 30 October 2015

Il Krakatoa è un Vulcano indonesiano che si trova nell’attuale isola Rakata, che nel 1883 ha originato una delle più grandi eruzioni vulcaniche avvenute sul nostro pianeta. Prima dell’eruzione l’isola era formata da tre apparati vulcanici, la cui attività riprese dopo due secoli di inattività nel maggio del 1883, il culmine dell’eruzione venne raggiunta il 26 agosto dello stesso anno e portò al collasso dell’apparato vulcanico.

L’eruzione del 1883 è stata generata dalla risalita di un magma molto ricco in Silice, questi tipi di magma sono molto viscosi e quindi si muovono molto lentamente, tanto che il magma si raffredda durante la risalita ed i gas che lo compongono restano intrappolati all suo interno dentro delle bolle. Quando la pressione dei gas intrappolati nelle bolle supera la pressione esercitata delle rocce circostanti si innesca un eruzione vulcanica, il magma viene frammentato in particelle vetrose di piccole dimensioni che vengono trascinate in alto dai gas creando una colonna che può raggiungere 25 km di altezza. L’innesco dell’eruzione del Krakatoa ha generato il più forte boato mai registrato sul nostro pianeta, questo non è stato udito immediatamente, perchè le onde sonore viaggiano più lentamente delle onde luminose, ma è arrivato fino in Australia.

Dopo la sua formazione la colonna di cenere e gas può diventare più pesante rispetto all’atmosfera circostante (a causa di una grande quantità di materiale solido o una diminuzione di gas che la sostengono) quando accade ciò la colonna collassa muovendosi lungo i fianchi del vulcano come una corrente piroclastica (flusso piroclastico o surge). Le correnti sono formate da gas e ceneri con una temperatura compresa tra i 500° e la temperatura ambiente e si muovono a velocità molto elevate
Il materiale derivato dall’esplosione del Krakatoa cadendo in mare ha generato delle onde di maremoto, le rocce vulcaniche sono state riversate in mare spostando l’acqua che ha iniziato a propagarsi attraverso un onda lunga (dal giapponese Tsunami) che si infrange sui fondali più bassi.

Quando le particelle più pesanti della colonna eruttiva non sono sostenute dai gas cadono sotto l’azione della forza di gravità come la pioggia. Tra queste abbiamo le pomici, si tratta di rocce ricche in silice, vetrose piene di vacuoli, queste caratteristiche rendono le pomici molto leggere e con una densità minore di quella dell’acqua, infatti quando le pomici ricadono in mare galleggiano.
Tutti questi fenomeni sono tipici di eruzioni vulcaniche esplosive ad alta energia, ma non è detto che avvengano sempre in questo ordine.

krakatoa