Europeana DSI-4, il secondo anno…

Lo scorso anno vi ho lasciato qui….

E dopo un anno volevo raccontarvi di questo secondo anno di lavoro. Anche quest’anno ho lavorato con un fantastico team di docenti Italiani che hanno continuato a lavorare con le risorse presenti sul sito di Europena Collection per produrre degli scenari didattici su temi molto diversi, dal cambiamento climatico, la cittadinanza ed il gender gap!, potete trovare questi materiali sul blog Teaching with Europeana.

Anche quest’anno è stata organizzata una competizione per tutti i docenti europei coinvolti negli user group, gli scenari selezionati saranno tradotti in 6 lingue e diffusi in tutta Europa. Purtroppo a termine del progetto non è stato possibile incontrarci per il workshop finale ma con i diversi ambasciatori ci siamo incontrati virtualmente in questo video, che riassume bene due anni di collaborazione.

Durante questo secondo anno di lavoro ho avuto anche la possibilità di moderare il MOOC Europeana in classe, iniziato nel mezzo dell’emergenza covid è stato un momento di formazione e confronto per tanti docenti Italiani. Il successo di questo corso si vede dai materiali prodotti dai corsisti, per terminare il corso era richiesto di elaborare uno scenario didattico basato sul patrimonio culturale in digitale ed i migliori sono stati pubblicati sul blog Teaching with Europeana. Ho curato la pubblicazione dei materiali prodotti dai docenti, e sono rimasta colpita dai questi lavori utili e pieni di spunti. Questi scenari rappresentano anche uno spaccato sulla didattica a distanza degli ultimi mesi, con attività che non solo hanno portato il patrimonio culturale in digitale nella didattica ma anche creato attività che hanno aiutato i ragazzi a lavorare in modo attivo direttamente dalle loro case.

Arduino a scuola!

Tra le varie avventure in cui mi sono buttata (letteralmente) negli ultimi anni c’è stata anche la sperimentazione nella secondaria di primo grado di Arduino, questo è stato possibile grazie alla sperimentazione di INDIRE su Coding e Robotica Educativa. Il percorso è stato molto interessante, mi ha dato la possibilità di scoprire tutte le potenzialità di questo microcontrollore grazie alla formazione tecnica svolta dai fantastici formatori di scuola di robotica. La fase iniziale “burocratica” è stata lunga e la parte sperimentale in classe al quanto tormentata, ma “we got it!” sia per come docente che per i discenti :D. Senza entrare nei particolari volevo raccontarvi le mie considerazioni dell’utilizzo di questo microcontrollore con dei componenti relativamente piccoli. Tutte le preoccupazioni relative alle dimensioni dei componenti si sono rivelate infondate, forse ero propio la più impacciata tra i ragazzi.

https://twitter.com/anivarGatisereT/status/1193193616585449472

Vedete le facce sorridenti nella foto? siamo noi alla fine della formazione, ed il sorriso è il migliore feedback. Certo in una settimana non siamo diventati esperti, ma siamo entrati nella logica di Arduino. Per quanto riguarda la tecnologia io sono una grande sostenitrice del learning by doing, ed è questo l’approccio che mi piace tenere anche in classe. Mi piace l’idea di far entrare le persone nella logica del mezzo che devono utilizzare e poi lasciarli esplorare, in modo da poter seguire anche le proprie curiosità.

Il progetto era stato pensato per una classe dove è presente un alunno molto sensibile ai rumori, il sistema arduino da noi progettato e programmato (una cosa davvero semplice) doveva migliorare il benessere in classe. Dopo la formazione tecnica ho avuto tempo per pensare e programmare, tornare alle origini e sperimentare è stato davvero interessante, credo sia una fase creativa dell’insegnamento da preservare e potenziare. La sperimentazione tiene vivi! da valore al nostro lavoro e ne mostra le potenzialità, ed anche i ragazzi avvertono quando si trovano di fronte ad un attività ragionata e ben strutturata.

Purtroppo l’attività in classe non ha seguito l’iter che avevo progettato, appena messo a punto il nostro arduino le scuole sono state chiuse per l’emergenza covid e non è stato possibile analizzare i dati che abbiamo rilevato. Anche se poche lezioni sono state utili per osservare alcune cose, all’inizio i ragazzi erano abbastanza preoccupati da questa attività, era diffuso il timore di non essere abbastanza bravi per poter affrontare una attività di programmazione (anche se a blocchi). Invece con mio grande piacere dopo queste iniziali titubanze, i ragazzi sono riusciti a programmare. Anche in questo caso ho lasciato liberi i ragazzi di scrivere il programma secondo il loro modo di ragionare, volevo far capire loro che la programmazione è personale, che con percorsi diversi possiamo raggiungere lo stesso obbiettivo mostrando come abbiamo ragionato per risolvere il problema.

Spero di poter continuare ad utilizzare Arduino, per le scienze sono un approccio utilissimo, che permette ai ragazzi di essere protagonisti del loro apprendimento. Grazie ad Arduino i ragazzi non possono solo “leggere” dei numeri su un libro e osservare grafici precompilati, ma osservare un fenomeno, creare un disegno sperimentale ed analizzare i dati, possono quindi entrare nel processo scientifico e comprenderlo. Io credo che questo approccio sia fondamentale per i cittadini del futuro, magari non tutti decideranno di lavorare nel campo delle STEM, ma tutti avranno la capacità di comprendere gli strumenti devono utilizzare nella vita di tutti i giorni ed eventualmente a chi chiedere aiuto in caso di necessità.