Arduino a scuola!

Tra le varie avventure in cui mi sono buttata (letteralmente) negli ultimi anni c’è stata anche la sperimentazione nella secondaria di primo grado di Arduino, questo è stato possibile grazie alla sperimentazione di INDIRE su Coding e Robotica Educativa. Il percorso è stato molto interessante, mi ha dato la possibilità di scoprire tutte le potenzialità di questo microcontrollore grazie alla formazione tecnica svolta dai fantastici formatori di scuola di robotica. La fase iniziale “burocratica” è stata lunga e la parte sperimentale in classe al quanto tormentata, ma “we got it!” sia per come docente che per i discenti :D. Senza entrare nei particolari volevo raccontarvi le mie considerazioni dell’utilizzo di questo microcontrollore con dei componenti relativamente piccoli. Tutte le preoccupazioni relative alle dimensioni dei componenti si sono rivelate infondate, forse ero propio la più impacciata tra i ragazzi.

Vedete le facce sorridenti nella foto? siamo noi alla fine della formazione, ed il sorriso è il migliore feedback. Certo in una settimana non siamo diventati esperti, ma siamo entrati nella logica di Arduino. Per quanto riguarda la tecnologia io sono una grande sostenitrice del learning by doing, ed è questo l’approccio che mi piace tenere anche in classe. Mi piace l’idea di far entrare le persone nella logica del mezzo che devono utilizzare e poi lasciarli esplorare, in modo da poter seguire anche le proprie curiosità.

Il progetto era stato pensato per una classe dove è presente un alunno molto sensibile ai rumori, il sistema arduino da noi progettato e programmato (una cosa davvero semplice) doveva migliorare il benessere in classe. Dopo la formazione tecnica ho avuto tempo per pensare e programmare, tornare alle origini e sperimentare è stato davvero interessante, credo sia una fase creativa dell’insegnamento da preservare e potenziare. La sperimentazione tiene vivi! da valore al nostro lavoro e ne mostra le potenzialità, ed anche i ragazzi avvertono quando si trovano di fronte ad un attività ragionata e ben strutturata.

Purtroppo l’attività in classe non ha seguito l’iter che avevo progettato, appena messo a punto il nostro arduino le scuole sono state chiuse per l’emergenza covid e non è stato possibile analizzare i dati che abbiamo rilevato. Anche se poche lezioni sono state utili per osservare alcune cose, all’inizio i ragazzi erano abbastanza preoccupati da questa attività, era diffuso il timore di non essere abbastanza bravi per poter affrontare una attività di programmazione (anche se a blocchi). Invece con mio grande piacere dopo queste iniziali titubanze, i ragazzi sono riusciti a programmare. Anche in questo caso ho lasciato liberi i ragazzi di scrivere il programma secondo il loro modo di ragionare, volevo far capire loro che la programmazione è personale, che con percorsi diversi possiamo raggiungere lo stesso obbiettivo mostrando come abbiamo ragionato per risolvere il problema.

Spero di poter continuare ad utilizzare Arduino, per le scienze sono un approccio utilissimo, che permette ai ragazzi di essere protagonisti del loro apprendimento. Grazie ad Arduino i ragazzi non possono solo “leggere” dei numeri su un libro e osservare grafici precompilati, ma osservare un fenomeno, creare un disegno sperimentale ed analizzare i dati, possono quindi entrare nel processo scientifico e comprenderlo. Io credo che questo approccio sia fondamentale per i cittadini del futuro, magari non tutti decideranno di lavorare nel campo delle STEM, ma tutti avranno la capacità di comprendere gli strumenti devono utilizzare nella vita di tutti i giorni ed eventualmente a chi chiedere aiuto in caso di necessità.

MALIA

Con il mio solito “elegante ritardo” a luglio 2018 vi ho riassunto la mia attività per il progetto Marine litter awareness hands on actions through learning by doing (MALIA) ed il più velocemente possibile sono qui a raccontarvi del secondo anno del progetto.

La mia partecipazione in questo progetto, come coordinatrice per AIRIcerca, ha cambiato la mia percezione del problema dell’inquinamento dei mari da parte della plastica, in particolare quella monouso. Grazie al progetto abbiamo raccolto dati in 4 siti tra mar mediterraneo e oceano atlantico, ed abbiamo costatato che nonostante le diverse normative e regolamentazione, l’inquinamento da plastica è un problema comune, da affrontare globalmente.

Per questo motivo insieme agli altri partner del progetto abbiamo realizzato delle attività didattiche da realizzare in classe modo da sollevare il problema con i cittadini di domani. In particolare io ho realizzato una lezione dove i ragazzi devono creare un ipotetica roccia del futuro, che potrebbe essere molto diversa dalle rocce che vediamo attualmente dato quello che ritroviamo attualmente in mare.

A breve dovrebbero essere disponibili anche le attività in italiano, ma intanto vi consiglio di iniziare a dare un occhiata ai materiali in inglese.

La percezione del rischio Tsunami nel mar Tirreno

Non ci credo neanche io ma finalmente il mio nuovo paper è on line!

Qualche anno fa, con il mio amico/collega Nicola Mari, abbiamo iniziato a studiare cosa poteva accadere in caso di una frana sottomarina su un versante del Vulcano Marsili. Da li abbiamo iniziato a chiederci quanto ne sapeva la popolazione che vive ai bordi del mar Tirreno dell rischio tsunami collegato a questo Vulcano. Abbiamo creato un questionario che è stato diffuso in Campania, Calabria e Sicilia, prevalentemente d’estate e molte volte direttamente in spiaggia.

L’analisi dei dati ha portato a delle conclusioni molto interessanti per quanto riguarda la percezione del rischio tsunami collegato alla presenza di un Vulcano. La maggior parte delle persone collega il rischio all’attività vulcanica e non alla struttura stessa del Vulcano. Risultati interessanti sono emersi anche dalle domande che chiedevano degli eventi che hanno causato tsunami nel sud Tirreno in passato.

Ma non voglio rovinarvi la sorpresa 😛 se volete leggere l’articolo potete dare un occhiata qui.

eTwinning Varsavia

Estate! finalmente riesco a ritagliarmi un pò di tempo per condividere con voi cosa è accaduto negli ultimi mesi. Mi rendo conto che è passato troppo tempo da quando ho aggiornato le mie attività sul blog, ma anche se non sono proprio news freschissime ci tengo a raccontarvi cosa ho fatto negli ultimi mesi!

Partiamo dalla mia prima esperienza con eTwinning !

Tutte le persone coinvolte nel mondo della scuola conoscono questa community, ma credo che per capire a pieno lo spirito del progetto bisogna partecipare ad un evento dove sono presenti eTwinners da tutta Europa. Lo scorso settembre ho risposto ad una call e dopo un mese ero ad un incontro per beginners a Varsavia!

Sono stati tre giorni intensi, nei quali ho compreso lo spirito di questa iniziativa, persone che amano il loro lavoro che si stimolano a vicenda per portare avanti progetti innovativi che fanno crescere le future generazioni di cittadini Europei. Detto questo, perchè non entrare in questa comunità e diventare un eTwinners? spero di mostravi presto i risultati di questo primo seminario “di contatto”.

https://twitter.com/anivarGatisereT/status/1049002092323659777