Europeana DSI-4, il secondo anno…

Lo scorso anno vi ho lasciato qui….

E dopo un anno volevo raccontarvi di questo secondo anno di lavoro. Anche quest’anno ho lavorato con un fantastico team di docenti Italiani che hanno continuato a lavorare con le risorse presenti sul sito di Europena Collection per produrre degli scenari didattici su temi molto diversi, dal cambiamento climatico, la cittadinanza ed il gender gap!, potete trovare questi materiali sul blog Teaching with Europeana.

Anche quest’anno è stata organizzata una competizione per tutti i docenti europei coinvolti negli user group, gli scenari selezionati saranno tradotti in 6 lingue e diffusi in tutta Europa. Purtroppo a termine del progetto non è stato possibile incontrarci per il workshop finale ma con i diversi ambasciatori ci siamo incontrati virtualmente in questo video, che riassume bene due anni di collaborazione.

Durante questo secondo anno di lavoro ho avuto anche la possibilità di moderare il MOOC Europeana in classe, iniziato nel mezzo dell’emergenza covid è stato un momento di formazione e confronto per tanti docenti Italiani. Il successo di questo corso si vede dai materiali prodotti dai corsisti, per terminare il corso era richiesto di elaborare uno scenario didattico basato sul patrimonio culturale in digitale ed i migliori sono stati pubblicati sul blog Teaching with Europeana. Ho curato la pubblicazione dei materiali prodotti dai docenti, e sono rimasta colpita dai questi lavori utili e pieni di spunti. Questi scenari rappresentano anche uno spaccato sulla didattica a distanza degli ultimi mesi, con attività che non solo hanno portato il patrimonio culturale in digitale nella didattica ma anche creato attività che hanno aiutato i ragazzi a lavorare in modo attivo direttamente dalle loro case.

Le story maps nella didattica

Qualche giorno fa European Schoolnet ha organizzato un webinar insieme ad ESRI per parlare delle mappe nell’educazione, se l’avete perso vi consiglio di guardarlo su youtube (magari mettendo i sottotitoli in Italiano).

Io credo che le mappe siano molto utili per la didattica per sintetizzare e collocare nello spazio informazioni. Lo scorso anno ho avuto modo di giocare con un altro strumento molto carino creato da ESRI ovvero le story maps, uno strumento che è messo a disposizione gratuitamente da ESRI italia per le scuole. Insieme con la mia partner in crime, dai tempi dell’università, durante un corso organizzato dalla scuola di Geotecnologie di Siena abbiamo realizzato questo lavoro sul Vesuvio. La storia è rimasta in modalità bozza, ma da un idea delle potenzialità di questo strumento.

Oltre a creare le vostre story maps ne potete trovare anche di già fatte da ESRI o altri enti di ricerca. Io personalmente nella didattica a distanza ho utilizzato le story maps dell’INGV sui terremoti. A questo link trovate una raccolta utile per parlare di terremoti in Italia. Le story maps sono uno strumento molto efficace per introdurre questo argomento, perchè mostrano come i terremoti sono diffusi su tutto il territorio italiano, sono fenomeni ricorrenti e, nonostante conosciamo il rischio sismico del nostro territorio, gli eventi sismici importanti determinano diversi morti. Motivo in più Per parlarne ai futuri cittadini, sperando che svolgano un lavoro migliore del nostro.

Arduino a scuola!

Tra le varie avventure in cui mi sono buttata (letteralmente) negli ultimi anni c’è stata anche la sperimentazione nella secondaria di primo grado di Arduino, questo è stato possibile grazie alla sperimentazione di INDIRE su Coding e Robotica Educativa. Il percorso è stato molto interessante, mi ha dato la possibilità di scoprire tutte le potenzialità di questo microcontrollore grazie alla formazione tecnica svolta dai fantastici formatori di scuola di robotica. La fase iniziale “burocratica” è stata lunga e la parte sperimentale in classe al quanto tormentata, ma “we got it!” sia per come docente che per i discenti :D. Senza entrare nei particolari volevo raccontarvi le mie considerazioni dell’utilizzo di questo microcontrollore con dei componenti relativamente piccoli. Tutte le preoccupazioni relative alle dimensioni dei componenti si sono rivelate infondate, forse ero propio la più impacciata tra i ragazzi.

https://twitter.com/anivarGatisereT/status/1193193616585449472

Vedete le facce sorridenti nella foto? siamo noi alla fine della formazione, ed il sorriso è il migliore feedback. Certo in una settimana non siamo diventati esperti, ma siamo entrati nella logica di Arduino. Per quanto riguarda la tecnologia io sono una grande sostenitrice del learning by doing, ed è questo l’approccio che mi piace tenere anche in classe. Mi piace l’idea di far entrare le persone nella logica del mezzo che devono utilizzare e poi lasciarli esplorare, in modo da poter seguire anche le proprie curiosità.

Il progetto era stato pensato per una classe dove è presente un alunno molto sensibile ai rumori, il sistema arduino da noi progettato e programmato (una cosa davvero semplice) doveva migliorare il benessere in classe. Dopo la formazione tecnica ho avuto tempo per pensare e programmare, tornare alle origini e sperimentare è stato davvero interessante, credo sia una fase creativa dell’insegnamento da preservare e potenziare. La sperimentazione tiene vivi! da valore al nostro lavoro e ne mostra le potenzialità, ed anche i ragazzi avvertono quando si trovano di fronte ad un attività ragionata e ben strutturata.

Purtroppo l’attività in classe non ha seguito l’iter che avevo progettato, appena messo a punto il nostro arduino le scuole sono state chiuse per l’emergenza covid e non è stato possibile analizzare i dati che abbiamo rilevato. Anche se poche lezioni sono state utili per osservare alcune cose, all’inizio i ragazzi erano abbastanza preoccupati da questa attività, era diffuso il timore di non essere abbastanza bravi per poter affrontare una attività di programmazione (anche se a blocchi). Invece con mio grande piacere dopo queste iniziali titubanze, i ragazzi sono riusciti a programmare. Anche in questo caso ho lasciato liberi i ragazzi di scrivere il programma secondo il loro modo di ragionare, volevo far capire loro che la programmazione è personale, che con percorsi diversi possiamo raggiungere lo stesso obbiettivo mostrando come abbiamo ragionato per risolvere il problema.

Spero di poter continuare ad utilizzare Arduino, per le scienze sono un approccio utilissimo, che permette ai ragazzi di essere protagonisti del loro apprendimento. Grazie ad Arduino i ragazzi non possono solo “leggere” dei numeri su un libro e osservare grafici precompilati, ma osservare un fenomeno, creare un disegno sperimentale ed analizzare i dati, possono quindi entrare nel processo scientifico e comprenderlo. Io credo che questo approccio sia fondamentale per i cittadini del futuro, magari non tutti decideranno di lavorare nel campo delle STEM, ma tutti avranno la capacità di comprendere gli strumenti devono utilizzare nella vita di tutti i giorni ed eventualmente a chi chiedere aiuto in caso di necessità.

MALIA su ROL

In alcuni dei miei precedenti post vi ho parlato del progetto Erasmus+ Marine litter awareness hands on actions through learning by doing (MALIA) che ho coordinato per AIRIcerca. In questi due anni di lavoro siamo stati davvero bravi ed attivi (forse anche troppo per un progetto di questa portata) ed oltre a produrre un sito e materiali didattici abbiamo anche pubblicato i risultati della nostra attività su i Rendiconti On line della Società geologica Italiana.

Devo dire vado davvero fiera di questo lavoro, sopratutto perchè racchiude i contributi di anime molto diverse tra di loro e mettere insieme le nostre esperienze con un linguaggio comune è stato un esperienza interessante.

Talking with Space!

Il 2020 non è iniziato nel migliore dei modi sotto tanti punti di vista, ma sicuramente ricorderò il gennaio 2020 come il mese in cui ho parlato con un astronauta in orbita intorno alla terra. Il 17 gennaio (e molti si aspettavano il peggio in questa giornata) ho partecipato con i miei alunni della 3D dell’IC De Amicis- Da vinci and una inflight call con la Stazione Spaziale Internazionale, dove si trovava il primo astronauta Italiano che ha rivestito il ruolo di comandante della stazione, Luca Parmitano.

400 ragazzi da 10 scuole provenienti da tutto il territorio italiano raccolti nell’auditorium dell’Agenzia Spaziale Italiana, l’emozione era palpabile. All’inizio pensavo di essere la sola, ma ma mano che si avvicinava il collegamento con L’ISS si sentiva un energia enorme nella sala ed arrivavano tante persone che lavorano all’ASI giusto per salutare il nostro astronauta.

Prima della call abbiamo imparato tante cose sulle spazio, ed è stato fantastico vedere la gioia di un mio alunno quando sul palco ha sentito porre proprio la domanda sull’ISS che lui aveva ideato. Quando si avvicinava il momento di salire sul palco anche chi aveva mostrato coraggio e nonchalance nell’essere stato prescelto a parlare con Parmitano è iniziato ad essere nervoso. Sapevamo che saremmo stati in diretta anche sulla NASA tv, (vi rendete conto la NASA TV!!!) ma quando ci siamo collegati con la sala di controllo di Houston non so quanto avrei pagato per poter dire il mitico HOUSTON WE HAVE A PROBLEM (e quindi venire bloccata per procurato allarme) ma sono riuscita a trattenermi (meno male). Ed ecco Luca Parmitano a testa in giù che ci mostrava come si vive in assenza di gravità! Il nostro coraggioso rappresentante nonostante il nervosismo è riuscito a salire sul palco e porre la sua domanda, tanta stima invece per una ragazza che già sul palco si è sentita dire che purtroppo il tempo era scaduto ed aveva perso la sua occasione di parlare con lo spazio.

Io ero li, in prima fila sotto al palco (ho rubato il posto ad una ragazza all’ultimo momento) che non riuscivo a credere di stare parlando con lo spazio attraverso Skype. La tecnologia riesce a fare delle cose meravigliose! ed è proprio grazie alla ricerca spaziale che tanti oggetti sono entrati nella vita di tutti i giorni (proprio come il pile che mi tiene calda in questo momento). Con i ragazzi abbiamo provato a creare una storia di instagram per raccontare la nostra esperienza, ma l’emozione del momento è stata cosi grande che ci siamo fatti travolgere e ci siamo dimenticati di postare.

Questa grande avventura è stata possibile grazie all’Agenzia Spaziale Italiana ed all’Agenzia Spaziale Europea che ha creato in ogni stato membro un ufficio che si occupa di educazione ESERO, in Italia è gestito dall’Associazione Insegnanti di Scienze Naturali insieme all’ASI. Ed è proprio ESERO italia, del quale sono tutor, che ci ha permesso di partecipare alla inflight call ed ha in parte finanziato le spese di viaggio.

Il 17 gennaio per me resterà una giornata fortunatissima, non ho potuto chiedere direttamente a Parmitano se le Fragole maturano anche nello spazio ma spero tanto di vedere maturare una nuova generazione di appassionati e professionisti delle STEM, chissà magari ispirati da un astronauta in un venerdì di Gennaio.